
Luigi Andreozzi
(Podestà è Sindaco)
Nato nella vicina Napoli il 20 settembre del 1891 e trapiantato ad Aversa sin dalla più tenera età, Andreozzi è stato quello che gli altri dovrebbero essere.
Personaggio alquanto discusso, perchè trovatosi a vivere in un periodo di certo non facile, si è sempre evidenziato per la sua umanità, l’innato altruismo e un coraggio senza pari.
Giovanissimo partì come bersagliere per il fronte, prendendo parte alla prima grande Guerra, e se ne ritornò col grado di capitano, due ferite ricevute in battaglia (conoscendo anche l’Ospedale) e ben tre medaglie d’argento al valor militare.
Sui campi di combattimento conobbe uomini importanti (Badoglio, Cadorna, Diaz, Toti e lo stesso Mussolini che, allora, era un semplice caporale) che faranno poi la storia d’Italia.
Con l’avvento del fascismo, si vide costretto ad aderire alla “realpolitic” venendo eletto Podestà di Aversa nel 1924 dando tutto se stesso.
Rimase in carica meno di sei anni: fu infatti epurato nel 1929 dallo stesso Duce per il suo comportamento, non ritenuto ligio ai dettami del regime e si consacrò al bene comune da semplice cittadino.
Gli subentrò alla guida della città, voluto dai fascisti, il podestà Felice Tango che governò fino al 1939.
Caduto il fascismo, il 25 Luglio del 1943, gli aversani si ricordarono di Lui facendolo nominare Commissario prefettizio al posto di Francesco Magliulo. Il cav. Luigi Andreozzi prese di nuovo le redini della nostra città, in un momento assai precario (con i Tedeschi in casa che la facevano da padrone) e si dette da fare per distogliere i teutonici dal commettere atti inconsulti ai danni delle persone e delle cose, salvando alcuni monumenti storici di Aversa.
Sul suo sapiente e coraggioso operato sono molti gli aneddoti che circolano e che si tramandano a memoria, facendo dell’Uomo il “salvatore della patria”.
Passata la furia bellica, con l’arrivo degli alleati, il popolo volle che Andreozzi rimanesse al suo posto e tanto fece da farlo eleggere Sindaco di Aversa.
Correva l’anno 1944 quando ebbe la fascia tricolore di primo cittadino, onorandola: gli stessi avversari politici, a cominciare dall’antifascista Arturo Manna (già Sindaco del 1920, prima del regime) si videro costretti a subirlo attenuando l’opposizione.
Ritornato alla guida della città, in un momento di trapasso, si produsse moltissimo per migliorarla (non solo materialmente) mettendo regole e controllandola di persona … come del resto aveva fatto da Podestà.
I più anziani, che l’hanno conosciuto da vicino, ce ne hanno sempre parlato bene citandoci all’uopo tutta una serie di episodi gratificanti che fanno dell’Uomo (e del suo operato) un esempio da seguire.
Purtroppo rimase in carica per poco tempo, venendo fatto fuori dall’evolvesi degli eventi.
Nel 1945 infatti il suo posto fu preso da A. Manna (che aveva brigato per tanto), il cui mandato durò soltanto alcuni mesi.
Chiusa l’esperienza politico-amministrativa, dal canto suo, il cav. Andreozzi visse (stimato da tutti) altri ventotto anni, chiudendo gli occhi nel Novembre del 1973.
Con la dipartita di Andreozzi da questo mondo, si chiudeva un’epoca:
quella degli Uomini d’antico stampo … che, dove mettevano i piedi, mettevano anche la faccia.
www.carlocapone.it – caponart@alice.it. L’autore della biografia del Podestà Luigi Andreozzi è scritta da Antonio Marino