Durante la campagna elettorale appena conclusa gli amministratori municipali e tanti dei candidati al consiglio comunale si sono espressi contro l’affissione selvaggia che deturpa l’immagine della città e la sporca, invitando ad usare per i manifesti solo gli appositi spazi. Tant’ è che sono partiti i controlli e fioccate le multe che avrebbero colpito persino una ventina di candidati. Un bene, però

sembra che nessuno si sia accorto di un altro grosso problema creato dalla battaglia dei manifesti che è quello della disaffissione dei manifesti. Un problema creato dagli attacchini che pur di mettere sui tabelloni e su ogni altra superficie utile l’immagine del candidato che paga il loro servizio non solo hanno coperto i manifesti già collocati, anche da candidati dello stesso partito del loro datore di lavoro, ma quando questo non è bastato hanno staccato i manifesti preesistenti lasciandoli a terra. Un modo di fare non solo scorretto, ma anche incivile, perché la presenza sui marciapiedi e sul piano stradale di manifesti non solo sporca ancora di più la città, ma crea anche ostacolo al transito pedonale. Occupando, come accaduto, ad esempio, in via Di Iasi e in via Saporito dove i manifesti rimossi hanno coperto completamente una grossa parte del marciapiede e nascosto le panchine, rendendo inutilizzabili marciapiede e panchine e creando il problema della rimozione di questo tipo di rifiuto che, ovviamente, va rimosso ma a chi spetta farlo? E poi si tratta di semplice carta o i manifesti vanno considerati rifiuti speciali essendo attaccati con del collante? Infine a deve pagare il servizio? Possibile che ancora una volta a pagare debba essere la collettività che deve aggiungere al danno la beffaù?

ANTONIO ARDUINO