Da un alto annunciano un piano triennale di 65mila immissioni in ruolo di personale precario della scuola, che andranno a coprire parzialmente i vuoti di organico i quali in alcune regioni toccano il 30% dei posti, e da un altro lato fanno una norma per vanificare tutte le cause che i docenti ed il personale amministrativo stanno avviando contro il Ministero della Pubblica Istruzione, per ottenere il riconoscimento dell’assunzione a tempo indeterminato e i relativi danni, ciò dopo anni di reiterazione di contratti a tempo determinato. Il testo del decreto Sviluppo varato dal Consiglio dei Ministri, adesso dovrà passare al vaglio del parlamento, sottolinea:

"che i contratti a tempo determinato stipulati per il conferimento delle supplenze del personale docente e Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (ATA), in quanto necessari per garantire la costante erogazione del servizio scolastico ed educativo, non possono in alcun caso trasformarsi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, né consentire la maturazione di anzianità utile ai fini retributivi prima della immissione in ruolo". Insomma la politica continua a compiere atti odiosi contro il personale della scuola.