Il nostro giornale insieme ad altre 14 testate italiane da quasi un mese ha lanciato una campagna di sensibilizzazione, anche attraverso Facebook, per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito all’eventualità della soppressione della figura del giornalista pubblicista, l’ossatura della stampa “minore” italiana, 80mila voci (il 70% dei giornalisti) spente con un colpo di penna mettendo in crisi
numerose testate. Effetto che deriverebbe da un’interpretazione molto restrittiva, che alcuni vorrebbero, del cosiddetto decreto “Salva Italia”. Alla pagina “I giornalisti pubblicisti devono esistere”, oltre al Corriere di Aversa e Giugliano.it, hanno dato il loro supporto: L’Informatore sannita, OggiBologna, Ecoinchiesta, Onda Libera Magazine, Agora Web Tv, Videotaro, Bari Live.it., Il Discorso, il Mondo di Suk, Bloq Magazine, Emmegi Press, L’Altra Voce, Civita News e Teleclub Italia. Se il Presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, si è schierato in difesa del ruolo e dell’esistenza di noi pubblicisti, lo stesso non aveva fatto fino a ieri il sindacato “unico” del settore, la Fnsi, tanto che noi avevamo invitato i colleghi che vi sono iscritti a restituire la tessera, ma dopo un lungo e imbarazzante silenzio. Roberto Natale, il presidente del sodalizio sindacale, intervistato da Agenparl, ha detto: “E’ un tema sul quale si stanno incrociando interpretazioni giuridiche molto sottili. La mia opinione è che il rischio di cancellazione dei pubblicisti non ci sia e comunque, qualora il Governo davvero avesse in mente di cancellare tout court i pubblicisti italiani, incontrerebbe da parte del sindacato la più ferma opposizione”. Tanto tuonò che piovve.
I giornalisti pubblicisti devono esistere
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