E’ stata profanata la tomba dell’anarchico Giovanni Passannante, nel cimitero di Savoia di Lucania (Potenza), qualcuno ha preso a martellate la lapide. Passannante il 17 novembre 1878 attentò alla vita di re Umberto I. I suoi resti si trovavano al Museo criminologico di Roma e sono stati portati in Lucania solo il 10 maggio del 2007, dopo che l’attore Ulderico Pesce c con un suo lavoro teatrale ha riportato
all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale la triste vicenda del cuoco lucano, il cui cervello era esposto nel Museo. La storia di Passannante è diventata anche un film. Dopo l’attentato per punizione il paese dell’uomo, Salvia, assunse il nome di Savoia di Lucania e le autorità si vendicarono anche contro i parenti di Passanante, la madre e i fratelli vennero rinchiusi nel manicomio di Aversa. Lui fu condannato a morte e pena commutata all’ergastolo da scontare in un buco di cella scura a Portoferraio, sotto il livello del mare, con una catena di 18 chili al piede, , costretto a cibarsi dei propri escrementi. Alto un metro e 60, rinchiuso in una cella di due metri per uno, alta uno e 50, rimase per oltre dieci anni al buio, diventò cieco. Poi grazie al deputato socialista Agostino Bertani, lo fu trasferito nel manicomio di Montelupo Fiorentino, dove morì a 61 anni il 14 febbraio del 1910.