“La presenza a Modena, ormai provata da procedimenti penali in corso e in parte anche definiti, di elementi della criminalità organizzata è allarmante, quindi mi sono proposto di tenere molto alta l’attenzione, proprio per evitare il radicamento. Il tessuto non solo modenese, ma anche emiliano, secondo me è ancora sano e tuttavia esposto a possibili infiltrazioni. Anzi, queste infiltrazioni ci sono state.
Tanto è vero che sono state individuate delle cellule di Clan dei Casalesi. Quindi abbiamo preso l’iniziativa di costruire un gruppo interno alla Procura “criminalità organizzata”, di creare un circuito privilegiato delle informazioni con un protocollo per cui le forze dell’ordine, enti locali, associazioni di categoria partecipino costantemente al monitoraggio e quindi alla segnalazione di tutti i possibili segni di infiltrazione e, infine, una cosa nella quale credo fermamente e ci credeva prima di me Giovanni Falcone: dobbiamo fare tutta una serie di attività di affermazione della cultura della legalità, quindi andare nelle scuole, tenere conferenze presso le associazioni di categorie; utilizzare tutte le sedi mediatiche possibili per mantenere alta l’attenzione”. Lo ha detto al Salone della Giustizia, che si è tenuto a Roma, il Procuratore della Repubblica di Modena Vito Zincani.

Di red