“Come dimostrano i dati della Ragioneria dello Stato, il governo si e’ accanito con particolare durezza contro la scuola pubblica, riservandole l’86% dei tagli complessivi dei dipendenti dello Stato. 55.000 uomini e donne, soprattutto donne, che lavoravano con passione e competenza anche da oltre 10 anni, spesso con contratti annuali, oggi sono letteralmente in mezzo ad una strada”.
Lo ha sottolineato recentemente Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria del Pd dopo la diffusione dei dati della Ragioneria dello Stato’. Purtroppo Puglisi, pare una voce isolata nel suo partito, tra gli operatori scolastici è sempre più diffusa la percezione che settori del Pd, in materia di scuola, “fliritino” con l’assetto che stanno dando al sistema dell’istruzione  i due ministri lombardi Mariastella Gelmini e Giulio Tremonti. Nessuno del Pd si è eccessivamente opposto al finanziamento a fondo perduto di circa 250 milioni di euro, recentemente elargito dal governo alle scuole private, addirittura il Pd si trova d’accordo a spendere una trentina di milioni per la quasi totalità prelevati dai fondi Fas (Fondi aree sottutilizzate) per trasferire una scuola di Parma da un luogo all’altro della città emiliana. Segni eloquenti.  Intanto oltre agli insegnanti, nelle scuole italiane mancano anche i dirigenti scolastici, sono tremila i posti di preside scoperti, a quanto pare il ministro leghista Giulio Tremonti, parlamentare di Sondrio, non avrebbe dato ancora il suo via libera per bandire un concorso.
 Salvatore Pizzo