mozzarellaI tecnoburocrati dell’Ue vogliono imporre all’Italia di modificare la legge che nel nostro Paese vieta l’uso di latte in polvere per produrre formaggi, sarebbe un colpo mortale alle produzioni tipiche italiane tra cui anche la Mozzarella di Bufala Aversana.

L’Ue ha diffidato l’Italia invitandola ad adeguarsi alla normativa comunitaria, grazie alla quale qualsiasi multinazionale potrebbe produrre formaggi senza usare latte usando la denominazione “Mozzarella”, ciò costituirebbe un danno economico che avrebbe i suoi pesanti effetti anche nell’Aversano, dove già si sconta un vuoto notevole dovuto all’inesistenza di un marchio che difenda la tipicità nostrana, la “Mozzarella di Bufala Aversana”.

 

Esiste un Consorzio di tutela genericamente “Campano” nella cui pubblicistica la denominazione “Aversa” ed “Aversano” non esiste, il quale considera zone di produzione anche il Molise e persino alcune zone della Puglia, un Consorzio che incredibilmente ha sede a San Nicola La Strada, località scelta evidentemente con criteri cabalistici, viso che non ha ne caseifici, né bufale e non si capisce in quale modo sia legata alla nostra Mozzarella. “Con 1 chilo di polvere di latte che costa 2 euro, sottolinea la Coldiretti, è possibile produrre 10 litri di latte, 15 mozzarelle o 64 vasetti di yogurt e tutto con lo stesso sapore, mancando quella distintività che viene solo dal latte fresco dei diversi territori. Il pressing esercitato dalla Commissione Europea sull’Italia, fa sapere la stessa Coldiretti, ha già fatto aumentare le speculazioni sull’import di latte e crema in polvere del 16% nel primo trimestre rispetto allo scorso anno, provenienti per i 2/3 da Francia e Germania. Sotto accusa l’asse franco tedesco che condiziona le politiche europee come si legge su un cartello “Frau Merkel – No all’anschluss del Made in Italy”. Non è un caso che i principali produttori ed esportatori europei di latte in polvere siano Germania e Francia, dicono gli allevatori della Coldiretti.
Sal.pi.

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Di sa.pi.