Il governo è tornato a fare marcia indietro sulla decisione di tagliare i consiglieri comunali per abbattere i cosiddetti costi della politica, almeno a Milano e Roma continueranno ad esserne 60. Gianmario Mariniello, leader nazionale dei giovani di Fli, criticando la decisione attraverso un articolo pubblicato sul sito di Generazione Italia, ha fatto un accenno anche alla realtà aversana: “Da Consigliere comunale (nella mia Aversa ce ne sono 30: troppi) vi dico che è un numero esagerato date anche le (poche e confuse) competenze dei consiglieri”.
Il problema sollevato da Maariniello è antico, ma nell’aversano oltre allo spropositato numero di coloro che cercano di entrare in politica, sussiste anche il problema dell’analfabetismo o della goffaggine di molti figuri che ve ne fanno parte, non è raro incontrare analfabeti di ritorno, gente che in molti casi non riesce ad esprimersi nemmeno nella lingua italiana ed usa il vernacolo anche nelle situazioni ufficiali. Molti altri sono giovani disoccupati, che avendo conseguito un certo titolo di studio rifiutano di svolgere lavori considerati umili i quali cercano di riparare, conquistandosi un certo prestigio sociale aggrappandosi ad una carica politica, spesso vuota ma che garantisce loro una prebenda con la quale vivacchiare e che gli permette di darsi un tono nel contado, da dove non hanno nemmeno il coraggio di allontanarsi per cercare altrove una sorte meno penosa.

Salvatore Pizzo

Di sa.pi.