Dopo che la Camera dei Deputati ha desegretato il testo delle rivelazioni rese nel lontano 1997 alla Commissione Bicamerale sul Ciclo dei Rifiuti dal pentito Carmine Schiavone, ex “amministratore delegato” del Clan dei Casalesi, si è acceso un un faro sul fenomeno delle ecomafie. Intanto Schiavone, dopo che gli atti per tanti anni nascosti sono stati resi pubblici e sono arrivati ai media, ha iniziato a fornire particolari “nuovi” accusando le autorità di aver chiuso gli occhi dopo aver saputo le informazioni da lui rivelate.

Contemporaneamente un altro collaboratore di giustizia, Luigi D’Ambrosio, ha consentito di rinvenire altri fusti di rifiuti speciali interrati una ventina di anni fa in alcune aree nella zona di Casal di Principe. Dopo che si sta iniziando a prendere coscienza del disastro che sta trasformando interi pezzi dell’antica Campania Felix nell’odierna Terra dei Fuochi, la popolazione ha iniziato scendere in piazza, ribellandosi al patto tra zone grigie dello stato e camorra che sta provocando la morte per cancro di decine di persone. Precisa è la richiesta del WWF: “Continuare subito a chiedere a chi sa bene dove si nascondono altri di questi veleni e si deve fare una mappatura precisa di tutto il territorio avvelenato”. Su quei terreni si coltiva tuttora e i cibi finiscono sulle tavole infestando terreni contaminati per fitoestrazione. Alessandro Gatto dirigente locale dell’Associazione ambientalista in merito a questo precisa: “Ovviamente l’agricoltura “No Food” deve essere pensata in maniera scientifica e si deve realizzare un piano di fattibilità tecnico ed agroeconomico per realizzare le filiere specifiche”. In pratica si tratterebbe di piantare su quei terreni colture non destinate all’alimentazione, ma alla produzione di bioenergia.
Salvatore Pizzo
{fcomment}