Dopo cinque arresti e tanti dubbi, spunta un pentito attendibile che parla di una mazzetta di 20mila euro al boss Setola. Il libro di Saviano poi diventato film sembra essere stato un buon affare per il Clan
Cinque persone che hanno avuto un ruolo importante nel film “Gomorra”, tratte dal prodotto editoriale di Saviano diffuso dalla berlusconiana Mondadori, nel corso del tempo sono state arrestate ed alcune sono considerate persone non proprio di secondo piano del Clan dei Casalesi. Non vogliamo fare la figura di quelli che dicono “noi l’avevamo detto”, ma da queste colonne ci siamo posti più volte un interrogativo: “Se Gomorra ha dato così fastidio ai Clan, tanto da far temere per la vita dell’autore, chissà perché certi che lavorano al servizio dei boss hanno tranquillamente partecipato (remunerati) al film senza che i capi li “punissero” per aver contribuito alla divulgazione del loro “nemico” Saviano”. Si tratta di ambienti dove senza l’autorizzazione dei boss non si muove foglia, eppure hanno partecipato a “Gomorra” e poi sono ritornati tranquillamente alla loro vita. Una prima rivelazione, che è al vaglio della magistratura inquirente è venuta dal pentito Oreste Spagnuolo, che fino ad oggi si è rivelato attendibile ai pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Si tratta di uno dei killer della strage di Catelvolturno, secondo il quale Matteo Garrone regista di Gomorra, per il tramite di Alessandro Cirillo “O’Sergente”, avrebbe versato 20mila euro per girare tranquillamente il film. I soldi sarebbero finiti a Giuseppe Setola, capo dell’ala stragista del Clan dei Casalesi. Garrone interpellato su questo dai giornalisti del Fatto Quotidiano ha detto: “Non ho nulla da dire”, Spagnuolo la sua versione l’aveva già rivelata alla giornalista del Mattino Daniela De Crescenzo, autrice di “Confessioni di un killer”, edizioni Ancora del Mediterraneo.
Gli arrestati
L’ultimo a finire in manette nei mesi scorsi è stato Nicola Battaglia, 20 anni di Giugliano, nel film è uno dei ragazzi sottoposti alla prova di coraggio per essere ammessi nel clan.
Prima di lui è stato arrestato il cantante neomelodico Raffaele Migliaccio, 24enne di Casoria in arte “Raffaello”, dopo aver aggredito un vigile del fuoco a Napoli ha aggredito anche gli agenti intervenuti per fermarlo, è stato accusato di oltraggio, minacce, lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma da taglio, fu condannato per direttissima a 1 anno. Una sua canzone “La nostra storia”, è stata utilizzata nel film.
L’elenco continua con persone organiche al Clan dei Casalesi: Giovanni Venosa è l´attore, nipote di Luigi Venosa “Gigino O’Cucchiere” boss di San Cipriano d’Aversa , che nel film fa la parte del giovane boss dai capelli rossi. Conosciuto con il soprannome di “Giuvann’ O’ Russo” è coinvolto nell’inchiesta relativa alle estorsioni alla darsena di Pinetamare, era in una casa lavoro a Modena, per la precisione a San Giuliano Saliceto, ma secondo le accuse, anche dal modenese continuava ad imporre ad imprenditori e commercianti del nostro territorio il “regalo per i carcerati”, con lui sono finiti in carcere altri cinque, tra cui uno ritenuto guardacaso molto vicino al capo dell’ala stragista del Clan dei Casalesi Giuseppe Setola.
Un altro arrestato è Bernardino Terracciano (l’uomo che secondo Spagnuolo avrebbe messo in contatto Cirillo e Garrone) 53 anni di Villa Literno, che nella pellicola interpretava proprio “Zì Bernardino”, lui è coinvolto nell’indagine “Domizia”, con lui sono coinvolti anche la moglie di Setola, Stefania Martinelli.
L’elenco continua con Salvatore Fabbrocino, fermato in un’indagine relativa allo spaccio.
Un altro attore che nel film interpreta “Pisellino”, fu fermato dagli inquirenti nel corso di un controllo scattato durante il banchetto nunziale di un altro personaggio in odore di Camorra. Tutte queste cose le sappiamo perché le hanno scritte decine di cronisti coraggiosi, che senza scorte e senza aver scritto “Gomorra” rischiano la pelle in silenzio. Lavorano per quei giornali che il super scortato Roberto Saviano ha denigrato senza contraddittorio in una trasmissione di Rai Tre.
Nell’occasione dell’arresto di Venosa, il deputato Maurizio Gasparri disse: “Più che per il record di incassi, Gomorra resterà alla storia come un film sfigato. Almeno per i presunti attori che vi hanno partecipato. Continuano a fioccare arresti di criminali a suo tempo stoltamente ingaggiati con ruoli da protagonista e poi ritrovati con le mani nel sacco. (…) Gomorra, sul cui valore civile non discutiamo, si sta rivelando sempre di più un film che di fatto ha finanziato dei criminali. E’ vero che andava rappresentata una verità estrema, ma era proprio necessario assumere dei delinquenti? La realtà ha veramente di gran lunga superato la fantasia. Tanto più che, come dovrebbero sapere Saviano e i produttori, c’è il rischio di continuare a remunerare dei camorristi”.
Salvatore Pizzo