A Parma hanno trovato una casa per la famiglia di Karim
Il 31 dicembre per tutti noi sarà un giorno felice, non sarà lo stesso per il piccolo Karim e la sua famiglia. La prossima notte di capodanno sarà un anno da quando un disgraziato rimasto ancora ignoto, a Trentola Ducenta, festeggiando il capodanno con una pistola centrò alla testa il bambino di soli 11 anni, che era nel cortile della casa dove abitava in Via Forno. Il piccolo era dato per morto,
poi dopo oltre un mese di coma balbettò qualche parola, la mamma di fede islamica, ci tenne a dire che quel giorno era Pasqua. Rinacque la speranza ed il piccolo con mamma Rachida, che da allora è al suo capezzale, fu trasferito prima al Centro “Cardinal Ferrari” di Fontanellato (Parma) e poi all’Ospedale Pediatrico “La Nostra Famiglia” di Lecco, poi dovrebbe ritornare nel parmense. Intanto tra qualche giorno dovrà andare all’Ospedale Meyer di Firenze per un’angiografia celebrale. I medici dovranno valutare se è possibile estrarre il proiettile che da quel giorno è nella testa di Karim e che lo ha quasi totalmente paralizzato. A Parma è nata una gara di solidarietà, il quotidiano locale Gazzetta di Parma ha promosso una raccolta di fondi, lo stesso hanno fatto i commercianti di Fontanellato. Rachida aveva lanciato un appello, chiese una casa affinchè si potesse fare in modo che la famiglia tornasse unita, il papà lavora nella nostra zona e non può permettersi di pernottare lontano da casa, la sorella 13enne va a scuola a Trentola Ducenta, e solo adesso il fratello 18enne è andato anche lui al Nord dove si è iscritto alla scuola superiore. In queste ultime settimane per aiutare Karim Hammed e la sua famiglia si sta prodigando molto l’”Ambasciata dei bambini” di Parma, l’associazione ha trovato un imprenditore che ha offerto una casa alla famiglia del piccolo a Mezzani nel parmense, inoltre attraverso la Croce Rossa di Sorbolo (Parma) si provvederà a trasportarlo a Firenze per l’angiografia, e sempre i volontari di Sorbolo si stanno dando da fare per trovare un tutore che dovrebbe permettere a Karim di tornare a camminare.
Salvatore Pizzo
poi dopo oltre un mese di coma balbettò qualche parola, la mamma di fede islamica, ci tenne a dire che quel giorno era Pasqua. Rinacque la speranza ed il piccolo con mamma Rachida, che da allora è al suo capezzale, fu trasferito prima al Centro “Cardinal Ferrari” di Fontanellato (Parma) e poi all’Ospedale Pediatrico “La Nostra Famiglia” di Lecco, poi dovrebbe ritornare nel parmense. Intanto tra qualche giorno dovrà andare all’Ospedale Meyer di Firenze per un’angiografia celebrale. I medici dovranno valutare se è possibile estrarre il proiettile che da quel giorno è nella testa di Karim e che lo ha quasi totalmente paralizzato. A Parma è nata una gara di solidarietà, il quotidiano locale Gazzetta di Parma ha promosso una raccolta di fondi, lo stesso hanno fatto i commercianti di Fontanellato. Rachida aveva lanciato un appello, chiese una casa affinchè si potesse fare in modo che la famiglia tornasse unita, il papà lavora nella nostra zona e non può permettersi di pernottare lontano da casa, la sorella 13enne va a scuola a Trentola Ducenta, e solo adesso il fratello 18enne è andato anche lui al Nord dove si è iscritto alla scuola superiore. In queste ultime settimane per aiutare Karim Hammed e la sua famiglia si sta prodigando molto l’”Ambasciata dei bambini” di Parma, l’associazione ha trovato un imprenditore che ha offerto una casa alla famiglia del piccolo a Mezzani nel parmense, inoltre attraverso la Croce Rossa di Sorbolo (Parma) si provvederà a trasportarlo a Firenze per l’angiografia, e sempre i volontari di Sorbolo si stanno dando da fare per trovare un tutore che dovrebbe permettere a Karim di tornare a camminare. Salvatore Pizzo
Nella foto la mamma di Karim