Il Comune di Giugliano ha varcato una nuova frontiera per combattere l’assenteismo, un tempo si usava il cartellino elettronico ma certi dipendenti infedeli potevano chiedere “il piacere” ad un amico di passare nel lettore anche il proprio badge, quindi si è passati alle impronte digitali che sono personali e non permettono assenze.

In un comunicato del Comune si legge: “Per modernizzare le procedure di rilevazione delle presenze dei dipendenti comunali e migliorarne il controllo per l’efficienza della macchina comunale, l’Amministrazione ha avviato un sistema di rilevazione con le impronte digitali, sistema che garantisce tuttavia la privacy e che, a breve, sostituirà i vecchi tesserini elettronici oggi in uso. Grazie all’incrocio di entrambi i dati (l’impronta e il badge) non ci sarà più possibilità di errore nella registrazione della presenza dei dipendenti sul posto di lavoro. L’assessore comunale alle Reti tecnologiche, Armando Di Nardo ha anche detto: "La maggior parte dei dipendenti ha già provveduto alla registrazione della propria impronta digitale, la cui rilevazione avviene su un tesserino che resta in possesso del lavoratore". Il provvedimento ha incontrato la resistenza dei sindacati, ma l’Amministrazione ha ribadito l’intenzione di installare al più presto undici rilevatori. Sulla vicenda è intervenuto anche il Sindaco Francesco Tagliatatela, che ha detto: "La richiesta di sospensione del provvedimento in attesa del parere del Garante della privacy non ha motivo d’essere. La relazione del nostro consulente ci ha già chiarito che la norma non viene violata perché il Comune non memorizza il dato, ma lo codifica sul tesserino, di esclusivo possesso del dipendente”. La rilevazione delle impronte digitali – ribadisce Di Nardo – è ormai diffusa. È un sistema sicuro perché è più semplice rilevare le presenze grazie ad un software che gestisce oltre 200 presenze giornaliere. L’informatizzazione, laddove può dare esiti positivi, deve essere perseguita". Per il segretario generale della Funzione Pubblica Cgil di Napoli, Antonio Santomassimo, si tratta di "un provvedimento del tutto spropositato – dice -ricorrere ad un sistema così sofisticato per l’accesso a un luogo pubblico. Non siamo mica alla Nasa o alla Cia. Ci sono altri sistemi, efficacissimi, che si potrebbero adottare". Per Santomassimo "questi soldi potrebbero essere spesi molto più oculatamente ma nel merito noi non possiamo entrare".

Di red