Un duro colpo è stato inferto al Clan dei Casalesi, in queste ore sono in corso di esecuzione ben 64 ordinanze di custodia cautelare, nell’operazione definita ‘Domizia’, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Si tratta di un indagine che è scaturita quasi 9 anni fa, dopo l’omicidio di Luigi Petrella, avvenuto a Castelvolturno alla fine del 1999. L’uomo fu ucciso perchè il Clan dei Casalesi lo ritenne responsabile della cattura del latitante Giuseppe Dell’Aversano, soprannominato ‘Peppe ‘o diavolo’.

Gli inquirenti nell’ambito delle indagini avrebbero ricostruito anche il traffico di droga messo in atto dai gruppi, interni al clan, che fanno capo a Bidognetti e Tavoletta. Sono stati arrestati Aniello Bidognetti, figlio del capoclan, Francesco detto ‘Cicciotto ‘e mezzanotte’, Giuseppe Setola e Francesco Di Maio. Con l’accusa di favoreggiamento sono stati arrestati anche Alessandro Cirillo e Francesco Cerullo. Gli investigatori ritengono che i Tavoletta, attraverso l’acquisizione una loro società imponevano il monopolio dei videopker. I carabinieri hanno ricostruito anche la faida interna scoppiata tra i bidognettiani ed i Tavoletta-Cantiello per il controllo delle attività illecite sul Litorale Dominio. A far scattare le manette sono state le rivelazioni della moglie del boss Francesco Bidognetti. Anna Carrino, 47 anni, che da alcuni mesi sta collaborando con gli inquirenti. Nel mirino del Clan c’era anche la clinica «Pinetagrande» di Castelvolturno.

Di red