Il tariffario della cementificazione abusiva cade dopo la denuncia di una donna, per tacere un vigile voleva una prestazione sessuale

Gli inquirenti della Procura di Napoli ritengono che a Giugliano ci fosse un nutrito numero di vigili urbani che anziché far rispettare la legge, incassavano mazzette per chiudere occhi ed orecchie di fronte agli abusi edilizi che affliggono il territorio, per questo hanno chiesto ed ottenuto l’arresto di 20 agenti e 4 ufficiali della Polizia Municipale, 3 geometri dell’ufficio tecnico comunale e 12 imprenditori che avrebbero dato loro i soldi. Le accuse sono descritte in circa 1.400 pagine che parlano di anni di illeciti, che sarebbero avvenuti anche con la complicità del clan camorristico dei Maliardo. I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere, alla corruzione, alla concussione, al falso in atto pubblico, al favoreggiamento personale, alle violazioni urbanistiche e di sigilli fino alla rivelazione del segreto di ufficio, tutto per costruire appartamenti che hanno devastato il territorio. Le accuse parlano di sanatorie illegittime, omesse o ritardate notifiche di provvedimenti per favorire i costruttori. Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile di Napoli, dal Commissariato di Giugliano e dalla Digos, coordinati dal Pm Paolo Itri, complessivamente sono una settantina gli indagati, la Polizia nella giornata di ieri (martedì) ha compiuto una cinquantina di perquisizioni, sia negli uffici comunali che nelle varie sedi dei Vigili Urbani, una particolare attenzione è stata prestata verso le attività del distaccamento di Lago Patria. A far partire l’inchiesta è stata la denuncia di donna: un vigile urbano del nucleo antiabusivismo del Comune sarebbe arrivato chiederle una prestazione sessuale per chiudere un occhio. Secondo quanto ha illustrato il Procuratore aggiunto Federico Cafiero De Raho, i vigili urbani coinvolti applicavano un vero e proprio tariffario: dai 500 ai 2.500 euro ed avevano persino una “cassa comune”. Il Sindaco Giovanni Pianese, eletto da poco, dopo un precedente mandato terminato 14 anni fa: "Attendo di conoscere ufficialmente gli atti, il numero e il nome delle persone coinvolte e le accuse mosse prima di assumere i provvedimenti del caso", ad informarlo è stato il comandante della polizia municipale, Michele Pezzullo. Gli inquirenti hanno appreso molti particolari piazzando delle “cimici” nelle auto di servizio. Legambiente Campania, dopo che si è saputo degli arresti ha diffuso una nota: «Nell´impero del cemento armato, registriamo con l’inchiesta di oggi anche il tariffario del cemento abusivo. Un nuovo capitolo si registra nel libro infinito della criminalità organizzata in Campania. Da decenni insieme agli appalti e subappalti delle opere pubbliche, l´abusivismo edilizio rappresenta uno dei principali volani economici della “Camorra spa”. Si stima che circa il 40% dei comuni sciolti in Campania abbia tra le motivazioni il fenomeno dilagante dell´abusivismo edilizio. Del resto il cemento abusivo rappresenta “la lavanderia” dei clan per i capitali sporchi derivanti da altre attività criminali. E l’edilizia abusiva rappresenta per i clan anche un modo per riaffermare il controllo del territorio. Il potere del cemento armato rappresenta il crocevia di condotte criminali, che alimentano connivenze dei pubblici poteri, condizionamenti della vita pubblica e inconfessabili rapporti con la camorra». Esponenti di Legambiente recentemente hanno descritto quello che avviene nel nostro territorio, in un film Beautiful Cauntri.

Di red