Le famiglie Schiavone-Bidognetti di Casal di Principe fanno parte del cartello dei casalesi: questo è lo scenario attuale del loro dominio.

L’elevata penetrazione della criminalità camorristica del nostro territorio è contraddistinta da una sostanziale stabilità degli equilibri tra i clan presenti sul territorio, la maggior parte dei quali sono confederati al gruppo dei casalesi, capeggiato da Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, detenuto, ed attualmente retto da Francesco Schiavone, di Luigi, detto “Cicciariello”, cugino del capo clan che, scarcerato per decorrenza dei termini e colpito da nuovi provvedimenti restrittivi, si diede immediatamente alla latitanza. È stato catturato in Polonia nel marzo 2004 ed oggi è detenuto nel supercarcere di Parma. Al vertice della famiglia Bidognetti, invece, c’è Francesco Bidognetti ma, a seguito della sua cattura e della lunga detenzione, il sodalizio ha continuato ad operare tramite i suoi figli, Aniello e Raffaele. Il latitante Giuseppe Russo, detto “Peppe o padrin”, ritenuto il referente del clan per le attività estorsive ai danni di imprenditori originari dell’agro aversano emigrati nel nord Italia, è stato arrestato in Germania nel settembre 2003. Attualmente si sono ulteriormente stretti i legami tra la malavita napoletana e quella casertana, soprattutto per il ruolo sempre più importante rivestito da Luigi Guida, detto “o Drink”, proveniente dalla Sanità, ritenuto il nuovo braccio destro del boss Bidognetti. Per conto di quest’ultimo, Guida sarebbe stato a capo di un gruppo di fedelissimi e avrebbe controllato il business dei traffici illeciti nella zona del litorale domizio, prima del suo arresto, avvenuto nel 2005.