In occasione della festa del 17 marzo prossimo, in cui si celebrerà il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, abbiamo studiato e commentato in classe (V Istituto Adelante, Giugliano) l’Inno di Mameli e in particolare ci siamo soffermati sulla figura di Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano. Durante la terza guerra Punica Scipione con una mossa a sorpresa portò le truppe in Africa minacciando direttamente i Cartaginesi. I cartaginesi indifesi richiamarono in patria Annibale. La battaglia definitiva avvenne poi a Zama, dove Scipione sconfisse Annibale ma morirono moltissimi soldati.
Scipione fu accusato di peculato e si rifugiò esule in una villa fortificata nell’antica e famosa città di Liternum (Lago di Patria) e secondo la tradizione lì furono sepolte le sue spoglie. La città di Liternum ebbe il suo massimo splendore nell’età di Augusto, tra la fine del I e il II secolo d.C., essa era collegata con i centri della costa flegrea Cuma e Puteoli, grazie alla via Domitiana. Un progressivo abbandono portò ad una rapida decadenza della città. Il sito archeologico riportato alla luce nel 1932 conserva i resti del Foro, del Capitolum, della Basilica e del Teatro; e l’elmo di Scipio dov’è? Che fine ha fatto l’ara del grande scipione? Attualmente la situazione del sito è precaria e in completo stato di abbandono. Ci sono però alcuni progetti di istituzione di un parco archeologico, anche la PRO-LOCO di Giugliano si è interessata del recupero di questa area ma con scarsi risultati. Noi bambini siamo fortemente amareggiati per la situazione di totale abbandono e indifferenza in cui si trovano i resti di uno dei più grandi eroi di Roma che Seneca ricorda nelle sue “Epistulae Moralised Lucilium” come uomo di grande moderazione e di grande amore per la patria. Noi abbiamo ricambiato questo amore? Sicuramente no, vista la situazione attuale.

La classe V della Scuola “Adelante”