Sono stati numerosi gli arresti di “attori” vicini o affiliati al Clan dei Casalesi, che hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che gli stessi, quali “artisti” appartenenti alla famigerata organizzazione criminale, hanno avuto un ruolo di primo piano nella realizzazione del film “Gomorra” tratto dall’omonimo prodotto editoriale messo in commercio dalla Mondadori, del quale è autore Roberto Saviano.
Dopo questo dato che fa apparire quantomeno enigmatica la tesi secondo la quale il Clan dei Casalesi sia così contro “Gomorra”, addirittura da far ritenere che l’autore sia in pericolo di vita, quando in realtà alcuni boss o loro sodali hanno partecipato in prima persona mettendoci la faccia per consacrarne il successo cinematografico. Dopo alcuni “attori” da un po’ di tempo si stanno verificando arresti di loro parenti. Un ambiente particolare che nessuna reazione negativa (fortunatamente) ha avuto quando “Gomorra”, che sarebbe invisa ai casalesi, si girava in quei territori. L’ultimo attesto riguarda uno dei due presunti responsabili dell’omicidio di Luigi Caiazzo, avvenuto nel 1992 a Villa Literno, Caserta, nell’ambito di uno scontro fra clan della camorra. I due arrestati sono Giuseppe Terracciano, 54 anni, e Raffaele Cantone, di 53. Il primo è fratello di Bernardino, a sua volta arrestato nel 2008, con pesanti accuse di camorra. Anche una figlia dell'”attore” Bernardino Terracciano è stata recentemente arrestata per un’accusa di tentata estorsione.
Questo l’elenco degli attori di “Gomorra” arrestati:
il 47enne Marcello D’Angelo, comparsa nel film, ritenuto affiliati alla fazione dei Casalesi che fa capo alla famiglia ‘Venosa’, guidata da Luigi Venosa, alias “Giggino O’ Cucchiere”. Secondo gli inquirenti lui e la moglie, Anna Iannone di 40 anni, avrebbero estorto somme di denaro agli inquilini abusivi che occupano appartamenti che una volta ospitavano i militari della Nato al ‘Parco Saraceno’ di Pinetamare di Castelvolturno. Territorio controllato dai boss dove erano state effettuate anche riprese del film ‘Gomorra’;
il boss Giovanni Venosa, una delle prove viventi che il Clan dei Casalesi non teme il prodotto editoriale “Gomorra”. Venosa, detto “Giuvann O’Russ”, nel film è il giovane boss che richiama più di una volta i due ragazzini che non stanno agli ordini. La prima sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere lo ha condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso a 13 anni e 10 mesi di carcere. Secondo le accuse tra il 2008 e il 2009, pur dovendo essere detenuto nella casa lavoro di San Giuliano Saliceto in provincia di Modena, si recava a Castelvolturno dove si occupava di estorsioni. Stando agli inquirenti una volta trascinò per i capelli il titolare di un ristorante, mostrando la pistola mentre era in corso un banchetto con numerosi invitati. A far scattare l’inchiesta hanno contribuito anche le denunce dell’ex sindaco Francesco Nuzzo. Il pm Luigi Landolfi aveva chiesto per Venosa la condanna a 24 anni di carcere;
Nicola Battaglia, 20 anni di Giugliano, è stato coinvolto anch’egli in vicende marginali, nel film è uno dei ragazzi sottoposti alla prova di coraggio per essere ammessi nel clan;
il cantante neomelodico Raffaele Migliaccio, 24enne di Casoria in arte “Raffaello”, dopo aver aggredito un vigile del fuoco a Napoli ha assalito anche gli agenti intervenuti per fermarlo, è stato accusato di oltraggio, minacce, lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma da taglio, fu condannato per direttissima a 1 anno. Una sua canzone “La nostra storia”, è stata utilizzata nel film, e durante un concerto a Palermo, ha salutato “gli ospiti dello Stato” (i detenuti);
Bernardino Terracciano, 53 anni di Villa Literno, che nella pellicola interpretava proprio “Zì Bernardino”, lui è coinvolto nell’indagine “Domizia”, con lui è coinvolta anche la moglie di Giuseppe Setola, Stefania Martinelli;
Salvatore Fabbrocino, fermato in un’indagine relativa allo spaccio;
un cittadino cinese accusato di riciclaggio dai finanzieri del Comando provinciale di Napoli.
Un altro attore che nel film interpreta “Pisellino”, fu fermato dagli inquirenti nel corso di un controllo scattato durante il banchetto nunziale di un altro personaggio in odore di Camorra.
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Rimane irrisolto il seguente mistero: “I Casalesi hanno recitato se stessi in “Gomorra”, probabilmente guadagnando, quindi che fondamento hanno le minacce all’autore?”
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